di Donatella Ardemagni

Sono stati giorni intensi, ricchi di incontri, tecnologie e visioni. Integrated Systems Europe 2026 ha battuto ogni record, accogliendo 92.170 visitatori da tutto il mondo. Un totale di 1.751 espositori, di cui 323 al debutto, ha contribuito alla più ampia superficie espositiva nella storia dell’evento: 101.000 metri quadrati. Con un totale di 87.648 visitatori unici, sancendo la più alta affluenza nella storia di ISE, e un +8% di presenze rispetto al 2025.

Barcellona, ancora una volta, si è trasformata così per una settimana nel punto di riferimento globale per chi progetta, integra e utilizza soluzioni audio-video e digitali in ambito professionale.

Il cuore della manifestazione è rimasto fedele alla sua identità storica: soluzioni per il mondo corporate e multimediale. Collaboration, sistemi di videoconferenza, LED wall, piattaforme di comunicazione e digital signage hanno occupato gran parte degli spazi, raccontando un settore che continua a evolversi e a rispondere alle esigenze di aziende, musei, ospedali, luoghi pubblici e ambienti universitari. Accanto a questa anima consolidata, ISE 2026 ha però mostrato segnali chiari di apertura verso nuovi ambiti, destinati a crescere nelle prossime edizioni.

“ISE non è solo una fiera di tecnologie, ma un luogo dove si leggono in anticipo le strategie del settore.”

Un ecosistema che si espande: cybersecurity e smart building

Tra le aree più interessanti di questa edizione si sono distinte due esposizioni ancora di dimensioni contenute, ma in evidente crescita: quella dedicata alla cybersecurity e quella focalizzata sullo smart building. Due temi che, seppur meno estesi rispetto all’area audio-video tradizionale, hanno attirato l’attenzione di system integrator, progettisti e aziende utilizzatrici.

La sicurezza non è più un tema accessorio. A ISE 2026 è emerso con chiarezza come cybersecurity e sicurezza fisica stiano convergendo in un’unica visione progettuale. Controllo accessi, videosorveglianza e protezione dei dati diventano elementi integrati fin dalla fase di design, secondo un approccio sempre più orientato alla security by design.

La visione di Mike Blackman e lo sguardo al 2027 e 2028

Intervistato durante la manifestazione, Mike Blackman, CEO di ISE, ha raccontato come il salone sia destinato a crescere ulteriormente sia in termini di contenuti sia di offerta. Le date dell’edizione 2027 sono già state confermate per i primi di febbraio, mentre lo sguardo è già rivolto al 2028, quando saranno disponibili tutti i nuovi padiglioni della Fira di Barcellona. Un ampliamento che permetterà un incremento sostanziale della manifestazione e l’ingresso di nuovi espositori.

Il messaggio è chiaro: ISE continuerà a evolvere seguendo le esigenze del mercato, con un’attenzione sempre maggiore ai temi della cybersecurity, della sicurezza fisica e dell’integrazione tra sistemi.

Dal punto di vista degli operatori: integrazione e Digital Spaces

Tra le voci raccolte durante la fiera, quella di Kaplet offre uno spaccato interessante, con Luca Fabiano e Davide Camurani che hanno sottolineato come le novità presentate a ISE 2026 abbiano rafforzato il mondo della collaboration, ma tendano ancora a trascurare altri ambiti applicativi. Il problema non è la mancanza di tecnologia, quanto la scarsità di soluzioni realmente integrate.

È proprio su questo terreno che Kaplet continua a lavorare, portando avanti una proposta di progettazione basata sul concetto di Digital Spaces: spazi pensati come ecosistemi connessi, dove audio-video, IT, sicurezza e gestione dei dati convivono in modo coerente e governabile.

Il ruolo dei system integrator e il tema dell’intelligenza artificiale

Un’altra intervista significativa è stata quella a Christian Pieretto, presidente di SIEC, l’associazione delle aziende e dei system integrator del mondo audio-video. Anche per lui, ISE 2026 ha confermato un forte interesse verso le novità dei brand, dalle grandi multinazionali come Epson, Sony e Cisco, fino ai marchi più piccoli che stanno conquistando spazio e credibilità.

Pieretto ha però invitato a leggere con attenzione il tema dell’intelligenza artificiale. Oggi l’AI rischia di essere percepita come uno strumento in più, piuttosto che come un nuovo modo di pensare la progettazione degli spazi di lavoro e di vita. La sfida dei prossimi anni sarà proprio questa: passare dall’uso puntuale dell’AI a una visione progettuale realmente trasformativa.

Digital signage: da schermo informativo a piattaforma interattiva

Uno degli elementi più evidenti di ISE 2026 è stato lo sviluppo del digital signage. Non solo per la quantità di soluzioni presenti, ma per il salto qualitativo mostrato da molte aziende. In questo contesto è interessante citare InSignage, player italiano che ha presentato soluzioni fortemente orientate all’interattività.

Il futuro del digital signage, come sottolineato ancora da Luca Fabiano, non è più quello di un semplice schermo informativo, nemmeno quando dotato di funzionalità touch. Si va verso sistemi capaci di riconoscere le persone attraverso telecamere e sensori, adattando i contenuti in modo personalizzato e rendendo l’esperienza realmente interattiva.

Audio professionale e qualità del suono

Sempre restando sul fronte dell’eccellenza italiana, merita una citazione K-Array, che ha presentato soluzioni innovative per la diffusione del suono. Le live demo allo stand hanno permesso ai visitatori di percepire concretamente le differenze tra le varie configurazioni, mostrando come l’audio resti un elemento centrale nella progettazione di spazi efficaci e funzionali.

NDI e Dante: cosa sono e perché contano

Un tema trasversale emerso con forza a ISE 2026 è quello della digitalizzazione dei segnali e delle architetture over IP. In questo contesto, protocolli come NDI e Dante stanno diventando sempre più diffusi.

NDI (Network Device Interface) è un protocollo che consente di trasmettere segnali video di alta qualità su reti IP standard, riducendo la necessità di cablaggi dedicati e aumentando la flessibilità degli impianti. Dante, invece, è uno standard per la trasmissione audio su IP, apprezzato per l’elevata qualità, la bassa latenza e la scalabilità. Insieme, questi protocolli permettono di progettare spazi digitali più flessibili, controllabili e sicuri, dove la gestione dei flussi diventa un elemento strategico anche dal punto di vista della cybersecurity.

Take away: ISE come bussola per il settore

ISE 2026 ha confermato il suo ruolo di appuntamento di riferimento per chi opera nel mondo audio-video, della collaboration e degli spazi digitali. È il luogo dove si scoprono le novità, ma soprattutto dove si intuiscono le direzioni future del mercato: integrazione dei sistemi, sicurezza by design, digital signage evoluto e architetture over IP.

L’appuntamento è già fissato per il 2027, con la consapevolezza che ISE non è solo un evento annuale, ma un ecosistema di iniziative e saloni tematici che accompagnano system integrator e utenti finali lungo tutto l’anno. Un percorso continuo, che rende questa manifestazione una vera bussola per il futuro degli spazi digitali.

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